
Il pistacchio in Sicilia è una gemma culinaria, e questa meravigliosa terra è la culla di tale prelibatezza verde. In questo articolo, esploreremo come il pistacchio arrivò in Sicilia e ad oggi quali sono le principali zone di coltivazione.
La storia del pistacchio in Sicilia!
La coltivazione del pistacchio ha una lunga storia in Sicilia, risalente a secoli fa. La regione è famosa per il suo clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e inverni miti. Queste condizioni offrono al pistacchio il clima ideale per crescere, con lunghe giornate di sole e notti fresche che favoriscono il processo di maturazione.
Ma chi furono coloro che decisero di iniziare a coltivare questa pianta in questa terra meravigliosa? Scopriamo insieme le origini del pistacchio in Sicilia.
Il pistacchio o Pistacia vera ha probabilmente origine in Siria, Palestina e Turkmenistan ed era conosciuto e coltivato dagli antichi ebrei in quanto considerato un frutto dalle proprietà pregiate.
Fin dal III secolo a.C. i Babilonesi, gli Assiri, i Giordani e i Greci utilizzavano la pianta per i poteri curativi e per le capacità afrodisiache.
In Italia, la pianta arrivò a Roma nel 30 d.C. grazie a Lucio Vitellio, governatore generale della Siria, come albero ornamentale esotico. Tuttavia le sue proprietà benefiche si diffusero ben presto in tutto l’Impero Romano e tra la nobiltà romana, imponendo la coltivazione a scopi commestibili. Tentativi di coltivazione furono fatti anche in Liguria, Puglia, Campania e Sicilia, ma la limitata conoscenza del clima dell’epoca non diede buoni frutti.
Furono gli arabi, attorno al X sec. che incrementarono la coltivazione dei pistacchi in Sicilia ove ad oggi due sono i principali poli di produzione: Bronte e Raffadali.
Due eccellenze con caratteristiche differenti dovute proprio al clima e al luogo di coltivazione, poiché il pistacchio di Bronte viene coltivato in terreni rocciosi e vulcanici mentre il pistacchio di Raffadali in terreni sabbiosi o calcarei, questo dona al prodotto caratteristiche organolettiche differenti.
Entrambi hanno ottenuto il riconoscimento DOP con le seguenti denominazioni: Il pistacchio verde di Bronte Dop e Il pistacchio di Raffadali Dop.